Contatti magnetici per finestre e porte

Serie di contatti magnetici CLIC
Nella foto: contatti magnetici CLIC prodotti da TSEC

Investire sulla sicurezza e avere una casa a prova di furti è diventato fondamentale. E’ quindi molto importante assicurarsi di avere i sistemi migliori per proteggere la propria abitazione. Il sistema di contatti magnetici a circuito chiuso per finestre e porte è uno dei modi più diffusi per rilevare le intrusioni e proteggere la propria casa.

Come funzionano i contatti magnetici

I sensori o contatti magnetici vanno connessi ai telai delle porte e delle finestre. Funzionano grazie al fatto che quando l’infisso è chiuso, i sensori sono sovrapposti e creano così un circuito chiuso, quando la porta o la finestra invece viene forzata e aperta il circuito viene interrotto. La maggior parte dei contatti magnetici sono basati sulla tecnologia “Reed”: il contatto Reed è un interruttore a lamina (di solito aperto) che si chiude in caso di campo magnetico. Il magnete viene fissato sul battente mentre il contatto Reed (nella posizione in corrispondenza del magnete) viene fissato sullo stipite con i collegamenti nascosti nel coprifilo del serramento.

Ad impianto antifurto attivo, il contatto magnetico se interrotto fa scattare l’allarme che a sua volta viene segnalato alla centrale di sorveglianza, al combinatore telefonico o alla sirena. Il contatto magnetico può anche comunicare con il sistema di allarme con tecnologia wireless.

Come sono fatti e dove vengono installati

Il contatto è contenuto in dispositivi metallici “a vista” che hanno forma cilindrica o rettangolare e vengono posizionati (con viti o potenti biadesivi) uno sul battente della porta e l’altro sul telaio, in modo che a infisso serrato i contatti si sovrappongano e creino il circuito chiuso. In caso di finestre avviene lo stesso procedimento e può essere installata una seconda coppia di contatti anche sulla persiana o sulla tapparella, in modo da costituire un secondo filtro attivo contro le intrusioni.

Oltre a quelli a vista esistono contatti magnetici non visibili che vengono inseriti nella struttura stessa del serramento.

I limiti della tecnologia Reed e i nuovi contatti antimascheramento

I sensori dotati di tecnologia Reed presentano alcuni limiti dal punto di vista della sicurezza, infatti utilizzando un magnete esterno è possibile mascherare l’assenza del magnete di riscontro interno disabilitando in questo modo il contatto Reed ed eludendo completamente l’impianto anti-effrazione.

Per risolvere questo problema esistono i contatti magnetici antimascheramento basati non più su tecnologia Reed, ma progettati su una tecnologia americana brevettata chiamata Magnasphere, prodotti in Italia da TSEC.

Grazie a questa tecnologia è possibile ottenere un livello di sicurezza superiore anche a quella dei contatti a triplo bilanciamento magnetico, nati per ovviare alle problematiche dei contatti Reed e attualmente molto utilizzati in ambito bancario.

Il sistema Magnasphere non permette la manomissione dei sensori in quanto il contatto è in posizione sicura soltanto quando trova il suo magnete di riscontro e quindi in una zona ristretta di campo. Qualsiasi altro campo magnetico posto in altra posizione e che provenga da un’altra direzione fa scattare l’allarme. Questi contatti hanno il vantaggio di essere resistenti a shock e urti meccanici, umidità esterna e sovratensioni, inoltre, pur avendo costi di poco superiori ai contatti tradizionali Reed, l’investimento per gli stessi è ancora una voce irrisoria all’interno del costo globale di un impianto antieffrazione.

Benché in commercio siano presenti nuove tipologie di sensori, ad oggi i contatti magnetici sono ancora un’ottima soluzione per la sicurezza della casa e in ogni altro ambito ed edificio fossero necessari per proteggersi da effrazioni e furti.

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William Dollace
Autore:
Website: BalenaLab

Copywriter con esperienza decennale nel settore tecnico, architettonico e tecnologico.