I prezzi dei pannelli solari termici

Pannelli solari termici vetrati a tetto

L’impianto a pannelli solari termici è uno dei modi efficaci in cui è possibile ottenere risparmio energetico senza rinunciare al comfort di una casa calda e funzionale. Grazie all’energia solare e alla loro tecnologia questi pannelli consentono di ottenere acqua calda sanitaria in quasi tutto il tempo dell’anno, a integrazione del proprio impianto (boiler o caldaia). Per valutare la fattibilità di questo impianto a seconda delle proprie necessità considereremo in questo articolo le caratteristiche di questa fonte rinnovabile, nello specifico faremo una valutazione dei costi e i prezzi dei pannelli solari termici.

Una panoramica sul funzionamento dell’impianto

I pannelli producono acqua calda sanitaria a integrazione dell’impianto primario, andandosi a sostituire a boiler (scaldabagni) elettrici che risultano onerosi per i consumi domestici o a integrarsi alla produzione di acqua calda della caldaia, che grazie ai pannelli, può funzionare risparmiando gas e riducendo le emissioni inquinanti.

L’integrazione è necessaria (i pannelli non si sostituiscono completamente all’impianto sanitario) perché la temperatura raggiunta in inverno (40 gradi circa) quando c’è minore insolazione non è sufficiente a coprire l’intero fabbisogno giornaliero di acqua calda (50-70 litri pro-capite).

I pannelli solari termici, grazie all’energia solare, trasferiscono l’energia termica del calore all’acqua di impianto, che poi viene immessa a sua volta nel circuito sanitario da una pompa alimentata elettricamente.

Le tipologie di impianto da considerare prima dell’acquisto e dell’installazione sono due:

  • a circolazione forzata: l’impianto possiede un serbatoio dedicato da posizionare in un sottotetto, nella centrale termica o in qualsiasi altro locale idoneo, il serbatoio contiene l’acqua che poi viene immessa nel circuito grazie a una pompa alimentata ad energia elettrica;
  • a circolazione naturale: l’impianto non ha necessità della pompa per immettere liquido nel circuito, si riscalda infatti direttamente nel collettore solare e si immette nel circuito per convezione.

Le tipologie dei pannelli da scegliere per l’impianto sono invece tre:

  • pannelli solari sottovuoto: costituiti da tubi di vetro, un assorbitore di calore e una ridottissima pressione dell’aria;
  • pannelli solari vetrati tradizionali: trattengono i raggi infrarossi insieme al calore prodotto all’interno del collettore;
  • pannelli solari scoperti (non vetrati).

Valutazione sui costi dell’impianto

L‘acquisto dell’impianto a pannelli solari termici deve essere preceduto dal dimensionamento tecnico e da una valutazione sull’investimento economico.

Il costo varia in base a diversi fattori quali la dimensione dell’impianto, il tipo di pannelli e di circolazione e la complessità impiantistica dovuta a circostanze che rendano difficoltosa la posa.

La componentistica di un impianto completo da far quotare è costituita da diversi elementi: il collettore solare o pannello, l’eventuale serbatoio di accumulo dell’acqua e la pompa in caso di circolazione forzata, gli accessori. Il costo dei soli materiali nella loro totalità incidono circa per il 70% sul costo globale. Oltre a questo c’è la posa dell’impianto con gli oneri relativi di fissaggio e manodopera (il restante 30% circa sul totale).

Da considerare che gli impianti a circolazione naturale sono solitamente meno onerosi di quelli a circolazione forzata, analogamente realizzare l’impianto durante la costruzione dell’edificio in concomitanza con quella dell’impianto termico è meno costoso di circa il 25% che realizzare un impianto su un edificio esistente e con un circuito già in funzione.

I prezzi e il tempo di ritorno dell’investimento

Ipotizzando un edificio che richieda un impianto di dimensioni ridotte (2-3 mq) la scelta meno onerosa ricade su un impianto a circolazione naturale con pannelli piani vetrati tradizionali, con un costo medio dell’intero impianto di circa 700/800 euro a metro quadrato di pannello posato.

Gli impianti a circolazione forzata cominciano ad essere invece vantaggiosi rispetto ai primi quando aumenta la dimensione dell’impianto. Si sottolinea che gli impianti a circolazione forzata, pur essendo di partenza più costosi, si caratterizzano per un maggior rendimento nel corso degli anni. Per un impianto di questo tipo, completo di collettori e pompa di circolazione e una superficie dei pannelli di circa 10 mq, il costo si aggira tra gli 800 e i 1100 euro a mq di pannello piano vetrato installato.

Naturalmente all’aumentare della superficie di pannelli da posare diminuisce il costo unitario a metro quadrato dell’impianto in quanto vi sono costi fissi da considerare indipendentemente dalla superficie posata.

Nel caso la scelta ricada sui pannelli solari sottovuoto bisogna considerare un costo di circa il doppio rispetto a quelli vetrati piani e una maggiore efficienza del 20%.

Il tempo di ritorno di un investimento (pay-back time), ovvero il periodo di tempo in cui l’investimento è in grado di ripagarsi grazie al risparmio che si ottiene, dipende da alcuni fattori quali il tipo di alimentazione che il solare termico va a sostituire o integrare e il costo globale dell’investimento.

Il tempo di ritorno diminuisce inoltre all’aumentare del consumo pro-capite, se l’impianto viene realizzato in fase di costruzione e se l’impianto va a sostituire una fonte termica obsoleta e onerosa.

La media generale del tempo di ritorno si attesta tra i 4 e i 8 anni.

Nel dettaglio sostituire per intero come fonte di riscaldamento di acqua sanitaria uno scaldabagno elettrico farà diminuire il tempo di ritorno (3-4 anni) rispetto a un’integrazione parziale o a all’integrazione di una caldaia (circa 8 anni), in quanto lo scaldabagno pesa in modo assai consistente sul conto energia di un’abitazione.

Il costo della manutenzione

La manutenzione annuale risulta più onerosa per gli impianti a circolazione forzata e si stima in tal caso in un 2,5% del costo di realizzazione.

Oltre alla manutenzione ordinaria bisogna mettere in conto un eventuale accantonamento annuale delle spese per la sostituzione degli elementi di impianto in caso di danneggiamento o guasto.

Gli sgravi fiscali e il recupero delle spese sostenute

Il Conto Termico (il contributo – compartecipazione – alle spese sostenute erogato dall’Ente Gestore dei Servizi energetici – denominato GSE) o in alternativa le detrazioni fiscali sull’IRPEF per la riqualificazione energetica (prorogato fino al 31 dicembre 2017 dalla Legge di Stabilità) consentono di giovare maggiormente dei benefici dell’intervento e del relativo risparmio energetico.

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William Dollace
Autore:
Website: BalenaLab

Copywriter con esperienza decennale nel settore tecnico, architettonico e tecnologico.