Funzionamento della caldaia a condensazione

Caldaie Hermann Saunier Duval
Nella foto: esposizione caldaie in sede RAM Gas Brescia

La caldaia a condensazione viene prodotta dal 1985 grazie alla ricerca in ambito energetico e alla necessità di ridurre i consumi con attenzione all’ambiente. Infatti ancora oggi è una soluzione innovativa che permette di ottenere un rendimento termico superiore alle caldaie tradizionali con un maggior risparmio nei consumi (soprattutto con impianti che funzionano a basse temperature) e una notevole riduzione delle emissioni inquinanti (circa il 70% in meno delle altre caldaie). Inoltre grazie alle detrazioni fiscali nell’ambito della riqualificazione energetica il risparmio aumenta notevolmente. Nei prossimi paragrafi vedremo nel dettaglio il funzionamento di questo tipo di caldaia, le caratteristiche, i vantaggi e altre informazioni utili.

Come funziona

Il funzionamento delle caldaie a condensazione si basa sullo sfruttamento e sulla conversione dell’energia dei fumi di scarico. Il processo di combustione all’interno della caldaia libera vapore acqueo, nella caldaia a condensazione questo calore latente invece di essere espulso nell’atmosfera viene recuperato facendolo condensare, i fumi tornati quindi allo stato liquido vengono riutilizzati dalla caldaia per pre-riscaldare l’acqua di ritorno, ovvero quella che rientra in caldaia dopo aver riscaldato l’ambiente passando nei termosifoni o nelle serpentine a pavimento.

Il processo di condensazione avviene grazie a uno scambiatore che sottrae ai fumi il calore latente, sfruttando il fatto che la temperatura di ritorno dall’impianto è più fredda rispetto a quella di mandata. Grazie a questo processo la temperatura dei fumi si attesta sui 50/60 gradi, un valore considerevolmente inferiore ai 150/160 gradi delle caldaie ad alto rendimento o ai 200 gradi di quelle tradizionali. Ne consegue che per ottenere la stessa temperatura di esercizio la caldaia grazie alla condensazione e al recupero del calore derivante utilizza molto meno combustibile, riducendo i costi di consumo e diminuendo le emissioni inquinanti.

Chi si trova quindi davanti alla possibilità di installare o sostituire la propria caldaia dovrà tenere conto di altri due fattori importanti: la canna fumaria e la raccolta della condensa.

La caldaia a condensazione, per funzionare correttamente e a norma di legge, ha bisogno di una canna fumaria in speciale materiale plastico (polipropilene) oppure in acciaio inox, entrambi in grado di resistere a un ambiente umido (l’attraversamento del vapore acqueo). Inoltre l’acqua di condensa che si forma durante la condensazione deve essere raccolta (Norma UNI 11071) attraverso uno scarico specifico, costruito a norma di legge, grazie a un pozzetto di raccolta. Da questo pozzetto (per gli impianti domestici) sarà necessario convogliare la condensa nelle normali fognature, infatti i reflui degli scarichi fognari, essendo in un ambiente basico creato dalle acque di lavaggio, neutralizzano l’acidità della condensa.

Per quanto riguarda le diversità di soluzioni vi sono in commercio diversi tipi di caldaie a condensazione, per ogni potenza e necessità, con circuito solare integrato, da incasso, da interno ed esterno, con funzionamento misto, invernale (sia riscaldamento che acqua calda sanitaria) o solo estivo per l’impianto sanitario.

I vantaggi rispetto ad una caldaia tradizionale

Elenchiamo di seguito i principali vantaggi di una caldaia di questo tipo rispetto a un impianto con caldaia tradizionale:

  1. minor consumo di combustibile e quindi risparmio economico che si stima nel 30% rispetto a una caldaia tradizionale, considerato il costo comunque maggiore della caldaia a condensazione si stima che questa differenza possa essere ammortizzata in 5-7 anni, e, visto che la durata media di una caldaia è di 20 anni, il risparmio sul medio periodo è notevole e distribuito nel tempo;
  2. combinato a un impianto a pannelli solari termici il risparmio può arrivare fino al 60%;
  3. aumento ulteriore del risparmio in associazione a un impianto che funzioni a basse temperature come quello radiante o a pavimento;
  4. riduzione delle emissioni inquinanti e salvaguardia dell’ambiente: le caldaie tradizionali producono anidride carbonica e ossidi di azoto (fra cui il monossido) intensificando l’effetto serra mentre le caldaie a condensazione mantengono i livelli di emissione fissi ed entro un certo limite riducendo così emissioni di ossidi e di particolato atmosferico;
  5. possibilità di usufruire delle detrazioni fiscali che permettono il recupero dell’investimento iniziale in 10 anni.

Chi può installarla

E’ sempre bene rivolgersi a tecnici specializzati nel caso si debba acquistare o sostituire una caldaia. La caldaia a condensazione può essere installata da un idraulico qualificato, iscritto alla Camera di Commercio, che può consigliare sull’acquisto in base alle necessità, che può calcolare la potenza necessaria in base agli spazi da riscaldare, settare e collaudare la caldaia e infine rilasciare la conformità dell’impianto e la dichiarazione di corretta posa. In alcuni casi l’idraulico caldaista può anche occuparsi della manutenzione programmata, che vediamo nel prossimo paragrafo.

La manutenzione

L’impianto richiede una manutenzione periodica a norma di Legge, fondamentale per mantenerne l’efficienza nel tempo e la sicurezza. Una corretta manutenzione inoltre riduce i consumi e le emissioni.

Gli adempimenti principali sono i seguenti:

  1. pulizia annuale: una volta l’anno un tecnico specializzato effettua una pulizia accurata della caldaia;
  2. prova fumi: la prova fumi deve essere eseguita a 4 anni dall’installazione e successivamente ogni due anni da un tecnico abilitato e consiste nella verifica dei valori di tiraggio e temperatura fumi della caldaia;

Eseguite le manutenzioni il soggetto preposto rilascerà le dovute garanzie e le ricevute degli interventi provvedendo ad aggiornare il libretto di impianto. Il libretto di impianto dal 16 ottobre 2014 in base alle nuove disposizioni di Legge è denominato libretto di impianto per la climatizzazione. Unitamente a questo è d’obbligo la compilazione e l’aggiornamento del rapporto di efficienza energetica.

Le detrazioni fiscali

La Legge di Stabilità 2018 prevede una detrazione per la riqualificazione energetica (Ecobonus) pari al 65% delle spese sostenute per l’acquisto e la sostituzione di una caldaia in un impianto esistente di un edificio già riscaldato.

I costi

Il costo di acquisto varia in base alla potenzialità richiesta e al tipo di caldaia che si desidera installare, si può valutare in un range che va dagli 800 euro per una potenzialità di 18/20 kW fino ai 1.450 euro per una potenzialità di 28/30 kW (circa 200 metri quadrati di superficie riscaldata), IVA esclusa. Per quanto riguarda la manodopera per l’installazione, la messa in funzione, i collegamenti, il collaudo, le conformità e tutte le operazioni necessarie per poter iniziare a riscaldare i propri spazi, si può quantificare in 300/400 euro. Un’eventuale sostituzione della canna fumaria invece si aggira tra i 70 e i 90 euro a metro lineare nel caso di acciaio inox o polipropilene. A tal costo devono aggiungersi ulteriori altri oneri per eventuali rotture delle murature o della copertura per la fuoriuscita a tetto e ripristino.

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William Dollace
Autore:
Website: Caroselling

Copywriter con esperienza decennale nel settore tecnico, architettonico e tecnologico.