Stufa a pellet canalizzata, come funziona e come sceglierla

Carica di una stufa a pellet

Grazie alla costante crescita della domanda di stufe a pellet nasce l’esigenza di sfruttarne appieno le caratteristiche soprattutto in merito alla distribuzione del calore e alla sua qualità. Nasce così la stufa a pellet canalizzata, attraverso la quale con diverse tecniche si può eliminare la fastidiosa escursione termica fra i vari locali riscaldando in modo ottimale l’intera abitazione. Sostanzialmente, dal punto di vista estetico, è simile a quella standard.

Come scegliere una stufa canalizzata

Innanzi tutto si deve scegliere un tipo di stufa a pellet dalla giusta potenza termica, in grado di soddisfare il fabbisogno di metri cubi da riscaldare in base a quanti locali sono interessati alla canalizzazione del calore.

Il limite massimo di superficie che può riscaldare sono circa 100 metri quadrati disposti su un piano singolo, di conseguenza è possibile utilizzarla oltre come integrazione all’impianto esistente anche come unico mezzo di riscaldamento.

Per l’espulsione dei fumi si può utilizzare una canna fumaria esistente se la caldaia viene smantellata, oppure un condotto appositamente costruito con materiale e dimensioni idonee alle norme UNI (per i modelli denominati senza canna fumaria). La canna fumaria dovrà essere dotata di un sistema di aspirazione in modo da evitare perdite di fumo, permettendo così il funzionamento della stufa al massimo delle sue potenzialità.

Come avviene la canalizzazione

Per le stufe a pellet canalizzate si installano nelle stanze da riscaldare una serie di tubazioni centralizzate che partendo dalla stufa portano il calore nei locali interessati eliminando del tutto la variazione climatica fra gli stessi e permettendo che il calore sia equamente distribuito per avere il maggior comfort possibile.

Nello stesso tempo si può rispondere all’esigenza di riscaldare maggiormente alcuni locali rispetto ad altri il cui l’utilizzo ha altre necessità (affollamento, funzione, destinazione, posizione nell’abitazione), grazie alla personalizzazione della diffusione del calore di mandata. Diversificare la trasmissione del calore permette inoltre un notevole risparmio energetico.

Dove è possibile, solitamente in fase di ristrutturazione, le tubazioni possono raggiungere i vari locali attraverso passaggi al di sotto del pavimento, in modo da eliminare completamente qualsiasi impatto estetico. Coloro che si trovino impossibilitati ad adottare questa soluzione, perché ad esempio sostituiscono la caldaia esistente con un impianto a biomassa (sfruttando così anche la possibilità di detrazione fiscale), possono canalizzare le tubazioni a soffitto in esterno o a parete, creando poi lesene di rivestimento in cartongesso opportunamente disegnate (ad esempio con la possibilità di nascondervi illuminazione indiretta) che coprano la distribuzione delle tubazioni. In tal modo si può ridurre l’impatto visivo dei passaggi in esterno delle tubazioni.

Per l’emissione del calore dalle tubazioni nei vari locali si utilizzano griglie rotonde o rettangolari in acciaio o in tinta con la parete dimensionate e collocate in base a vari fattori, quali l’ampiezza dei locali, la loro adiacenza o meno ad altri locali da riscaldare, e alla destinazione della stanza da riscaldare.

Le stufe e l’abbattimento acustico

Grazie a un timer si può programmare la tempistica di funzionamento della stufa, la velocità delle ventole e la gradazione del calore. All’aumentare del diametro delle tubazioni da canalizzare diminuisce il tempo in cui il locale raggiunge la temperatura corretta riducendo l’eventuale rumore.

Esistono inoltre varie gamme di soluzioni quali le stufe a pellet canalizzate e silenziate, dove non vengono usate le ventole per l’immissione forzata ma si ottiene il calore grazie all’irraggiamento naturale e all’aumento di potenza dello scambiatore della stufa, riducendo del tutto l’emissione acustica con un beneficio generale, soprattutto nelle ore notturne.

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William Dollace
Autore:
Website: Caroselling

Copywriter con esperienza decennale nel settore tecnico, architettonico e tecnologico.