Come risparmiare sul riscaldamento: 23 pratici consigli

I consigli per risparmiare sul riscaldamento di casa

Risparmiare sul riscaldamento è uno dei modi migliori per non avere sorprese nella bolletta del proprio gestore e, in un periodo in cui risparmiare è diventato fondamentale, diventa ancor più importante evitare gli sprechi.

Per fare questo bisogna essere sia previdenti anticipando una serie di interventi prima della accensione autunnale del proprio riscaldamento, sia avveduti limitando i consumi inutili durante il periodo invernale grazie a una serie di accorgimenti.

Non solo, se il proprio impianto di riscaldamento è obsoleto e gli eccessivi consumi sono dovuti principalmente a questo, si può pensare di sostituire la propria fonte di riscaldamento con soluzioni più efficienti, redigendo un piano di ammortamento per le spese iniziali e usufruendo delle detrazioni fiscali che lo Stato ha previsto nei casi di riqualificazione energetica. Questo permette, a fronte di una spesa iniziale, di risparmiare costantemente anno dopo anno sul riscaldamento fino a coprire totalmente i costi nel medio periodo.

Analogo consiglio si può prendere in considerazione anche nel caso costi esagerati del riscaldamento siano da imputare a carente isolamento termico della propria abitazione.

Vediamo alcuni consigli pratici per risparmiare sulla propria bolletta da seguire fin da subito e nel breve-medio periodo. 

23 consigli per contenere i consumi e risparmiare sul riscaldamento

  1. Il primo consiglio è quello di far eseguire regolarmente la manutenzione della caldaia: la pulizia con cadenza annuale e la prova dei fumi ogni due anni. È bene farla effettuare prima dell’accensione autunnale del riscaldamento in modo da assicurarsi l’efficienza dell’impianto e controllare la presenza o meno di eventuali anomalie. In questo modo si anticipa la stagione invernale in cui i tecnici manutentori sono normalmente subissati di richieste.
  1. Non occludere i termosifoni o i ventilconvettori con tende, mobili di rivestimento o vestiario da asciugare. Per scaldare efficacemente, i radiatori devono avere tutta la superficie libera. Se la parete esterna dietro il termosifone non è isolata e se c’è sufficiente spazio, far installare un pannello isolante alla parete dietro il radiatore in modo da contenere il più possibile la dispersione.
  1. Non impostare la temperatura oltre i 20 gradi: ogni grado in più significa l’8% in più di consumi. Nel caso, indossare abiti più pesanti, anche perché un’eccessiva temperatura è dannosa per la salute.
  1. Tenere le ante delle finestre chiuse o le tapparelle abbassate durante la notte per disperdere meno calore.
  1. Aerare le stanze tenendo le finestre spalancate è un’ottima prassi quotidiana per scongiurare l’umidità nella propria abitazione, è bene assicurarsi però di non tenerle aperte troppo a lungo perché l’impianto di riscaldamento impiegherebbe molto più tempo (con relativi maggiori consumi) per ristabilire la temperatura di esercizio. E’ consigliabile arieggiare il mattino, solitamente dieci minuti possono bastare.
  1. Se si hanno i radiatori in casa farli “sfiatare” prima dell’utilizzo grazie alla valvola presente a lato. L’aria nei radiatori compromette l’efficienza del calore dell’elemento perché va a occupare lo spazio che dovrebbe essere dell’acqua calda sanitaria. Si può fare eseguire l’intervento al proprio idraulico nel caso i termosifoni non abbiano la valvola dedicata.
  1. Installare doppi-vetri o assicurarsi di avere un buon vetrocamera alle finestre e alle porte finestre, in modo da evitare spifferi e dispersioni; avere infatti vetri freddi è come avere radiatori che funzionano al contrario irraggiando freddo nella stanza. Eliminare gli spifferi ai serramenti, sigillandoli con silicone o posizionando paraspifferi alla base delle finestre e delle porte che impediscano l’uscita del calore e l’entrata del freddo. In caso di sostituzione dei serramenti con infissi più performanti dal punto di vista del contenimento energetico ci si può avvalere della detrazione fiscale per gli interventi di riqualificazione energetica.
  1. Evitare di utilizzare stufette elettriche per integrare il riscaldamento in alcune zone della casa, infatti a parità di calore prodotto, una stufetta a resistenza consuma in energia elettrica il doppio di un impianto di riscaldamento tradizionale. Considerare in alternativa significativi miglioramenti o interventi di riqualificazione energetica sull’impianto principale.
  1. Sostituzione dell’impianto: se si ritiene di sostituire la propria caldaia tradizionale, considerare l’acquisto di una caldaia a condensazione che a fronte di un maggior costo iniziale permette un risparmio annuale del 30% nei consumi ammortizzabile già in 5 anni. Allo stesso modo anche la sostituzione della caldaia con pompa di calore permette un risparmio minimo del 30% sulle spese di gestione. In entrambi i casi si può usufruire delle detrazioni fiscali previste dalla Legge che permettono il recupero di parte dell’investimento iniziale.
  1. Nel caso di ristrutturazione prendere in considerazione l’installazione di un impianto di riscaldamento a pavimento, ancor meglio se associato a una caldaia a condensazione. Questo tipo di riscaldamento è efficiente ed efficace perché emana calore dal basso verso l’alto e perché utilizza temperature dell’acqua di esercizio assai inferiori rispetto a quelle necessarie per i tradizionali radiatori, con un forte risparmio nei consumi e un maggiore comfort.
  1. Di notte abbassare la temperatura del termostato a 16-17 gradi, programmando l’aumento della temperatura un’ora prima di alzarsi, in modo da risparmiare durante le ore notturne e godere comunque del tepore al risveglio.
  1. Spegnere i ventilconvettori o chiudere i termosifoni nelle stanze che non vengono utilizzate.
  1. In caso ci sia eccessiva dispersione considerare l’ipotesi di coibentare la propria abitazione all’esterno (con il termocappotto) e all’interno con controparete in cartongesso e isolamento o intercapedine (tramezza in laterizio e isolamento).
  1. Installare valvole termostatiche sui termosifoni: la valvola è composta da un regolatore associato a un termostato, in questo modo si può impostare la temperatura che si desidera in ogni stanza, la valvola si chiude man mano che la temperatura della stanza raggiunge quella impostata e dirotta l’acqua calda verso le altre valvole aperte. Questo garantisce un risparmio nei consumi e una personalizzazione delle temperature in ogni stanza secondo le necessità degli occupanti e la destinazione di utilizzo.
  1. Installare una centralina di regolazione automatica della temperatura. La centralina rileva la temperatura esterna e la raffronta con quella interna ottimizzando costantemente i consumi. La centralina inoltre è programmabile: si può scegliere orario e durata di accensione della caldaia. Questo permette di far accendere l’impianto secondo le proprie esigenze in modo da avere il maggiore benessere possibile.
  1. Se si vive in condominio con impianto di riscaldamento centralizzato, installare un sistema di contabilizzazione del calore per pagare la spesa condominiale di riscaldamento sul consumo effettivo e non sul consumo forfettario.
  1. Isolare la cappa del camino se non viene utilizzato. Solitamente la cappa interna del camino è dotata di una valvola che fa chiudere completamente il condotto. In tal caso chiudere il meccanismo. Chiudere anche le griglie di aerazione del camino, anch’esse dotate di un meccanismo manuale che chiude il passaggio dell’aria dall’interno all’esterno.
  1. Isolare i cassonetti degli avvolgibili. Il cassonetto superiore dove viene riavvolta la tapparella se non isolato è un’importante fonte di dispersione.
  1. Tenere la temperatura della caldaia (sanitaria e riscaldamento) su un valore intermedio, alzare la temperatura di funzionamento oltre i 45 gradi fa riscaldare inutilmente l’acqua ad alte temperature che non vengono utilizzate.
  1. Installare se possibile l’impianto solare termico a integrazione del riscaldamento dell’acqua calda sanitaria.
  1. Se si possiede un impianto che funziona grazie alla domotica, programmare l’accensione in remoto dell’impianto soltanto nelle effettive ore di utilizzo.
  1. Considerare altre forme di riscaldamento e combustibile: stufe a pellet, riscaldamento elettrico a pavimento, a parete o a battiscopa.
  1. Fare la lettura regolare dei valori di consumo al contatore, in modo da prevedere i costi e verificare che non ci siano guasti e anomalie. Comunicare al gestore del proprio impianto l’auto-lettura in modo da pagare soltanto l’effettivo combustibile consumato.

Ricordiamo che attuare misure per risparmiare sul riscaldamento non significa avere meno calore a disposizione ma ottimizzarne al meglio la gestione.

Questo non solo permette di ridurre i costi ma garantisce migliore sicurezza per sé stessi e per la propria famiglia perché fa mantenere l’impianto efficiente e monitorato grazie a una regolare manutenzione, salvaguarda la propria salute e consente di amministrare il calore in modo ottimale: funzionale al solo effettivo utilizzo senza sprechi e inutili dispersioni.

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William Dollace
Autore:
Website: Caroselling

Copywriter con esperienza decennale nel settore tecnico, architettonico e tecnologico.